Così, passano i viaggi. Un po’
di esperienze nuove, e un mucchio di vecchie, confermate.
E ora mi avvicino di nuovo alla città. Secoli come
se fossero passati – sto tremando.
Sul binario, certamente troverà la pioggia. Ineluttabile
come il ritorno. E' così che questa città, da sempre, accoglie
i suoi cari. (Forse se apparisse diversa non la
riconosceremmo?!). Dalle ghiandole lacrimali le larve
ecco, sono già scivolate lungo il naso!
Di chi si rallegra l’anima? Questa città
non l’ho mai blandita. Ma i colpi
con i quali la nutriva, la solitudine tremenda e fruttuosa,
sono forse stati i segni di un senso superiore, mentre cercavo
di costruirci la mia casa?
Sotto la pioggia, ora mi attende la mia città. E in essa la mia casa.
E in casa la donna. Nella donna batte un cuore umile
e tranquillo respira il nostro frutto felice.
Cammino, stanco come un cane,
e colmo di luce.
Di luce.
Voce: Abdulah Sidran
Piano: Renato Costarella & Maurizio Galdieri
Pianeta Sarajevo, Baronissi, 2005