Apuleio, nell’Asino d’oro, scrive di tempi così.
Un ragazzo con la testa di maiale che diventa re.
Uomini che borbottano indistintamente e si trasformano in lupi.
Donne bellissime che fornicano con scimmie.
Rabbini che sparano con fucili e affiggono mezuzot agli stipiti di un bordello.
La gente avida delle barzellette del topo, dell’ululato della iena.
Chi si compra nuovi seni, chi si fa ritoccare il sedere.
Il popolo è colto da eccitazione quando il ricco molla una scorreggia.
Per strada la gente agita bandiere fatte di banconote.
Il giornalista caccia fuori la lingua dal culo e diventa un pensatore.
Si tengono competizioni tra bugiardi, baciaculi, soldati e truffatori.
Tra gli applausi e di fronte alle macchine da presa si distruggono interi villaggi.
Un uomo grasso inghiotte in pubblico cento uomini magri.
Il brigantaggio diviene religione di stato, si assaltano vigneti e pozzi.
Sciamano ovunque l’ufficiale e l’esattore delle tasse, il carceriere e il delatore.
Navi colme di schi
Poesia
Al mio amico
Al mio amico
Traduzione italiana
Altre poesie di Shabtai
Informazioni sull'opera
- Poeta
- Aharon Shabtai
- Nazionalità
- Israele
- Lingua originale
- Italiano
- Traduzione
- Traduzione italiana
- Traduttore
- Davide Mano
