Amber Tamblyn (1983), è una figura che rappresenta la perfetta intersezione tra il mondo del cinema di Hollywood e la poesia d'avanguardia americana, e che per Casa della poesia è stata una delle scoperte più folgoranti e vitali degli ultimi vent'anni.
Nata a Santa Monica nel 1983, figlia d'arte (suo padre è l'attore Russ Tamblyn), Amber ha raggiunto la fama mondiale giovanissima come protagonista di serie TV e film di culto (da Joan of Arcadia a The Ring e Quattro amiche e un paio di jeans). Tuttavia, la sua vera pelle è quella della poetessa. Lontana dai riflettori della celebrità commerciale, Amber ha costruito un percorso letterario rigoroso, sporco, femminista e profondamente onesto. Il legame con Casa della poesia è scattato immediatamente grazie alla mediazione di Jack Hirschman, che l'ha riconosciuta come una delle voci più autentiche della nuova generazione americana che ha portato una ventata di energia californiana mescolata a una profondità cupa e analitica.
La poesia di Amber Tamblyn è un corpo a corpo con l'immagine pubblica e la verità privata. Non ha paura di usare un linguaggio crudo, di indagare il lato oscuro della fama o la violenza sistemica contro le donne (temi centrali anche nel suo impegno come co-fondatrice del movimento Time's Up). Le sue letture dal vivo sono performance magnetiche, dove la precisione dell'attrice si fonde con l'urgenza della poetessa che "sputa" la verità.
Oltre ai suoi libri Free Stallion (che l'ha segnata all'attenzione internazionale), Dark Sparkler (dedicato alle attrici morte prematuramente a Hollywood), Amber è una straordinaria agitatrice culturale, curatrice di antologie e promotrice di giovani voci. Per Casa della poesia rappresenta la prova che la poesia può abitare ovunque, anche nel cuore dell'industria dei sogni, purché conservi la capacità di restare sveglia e di disturbare il silenzio.
