Poesia

Le bambole di Hans Bellmer

Hans Bellmer’s Dolls

Traduzione italiana

Tutti proveniamo da una bambola.
E anche dentro, gingilli, cuccioli e uova di Pasqua.
Quanti pezzi di ricambio sono stati aggiunti?
Tre bacini, un paio di teste riciclate?
Il cielo è punteggiato da orme di ossessione:
la dematerializzazione dell’essere, la presenza
del non-umano a misura d’uomo, il velo di capelli
sulla geometria della perturbazione.
Dita aggressive arricciano il rosa;
l’occhio sradicato è un ombelico.
Vieni a giocare al dottore nell’attico (nell’Artico),
andiamo a inventare nuovi desideri!
E certamente, in seguito malediremo il corso
dei non-eventi.
Per quanto ancora l’impossedibile
ci possiederà?
Sulla spiaggia, la nostra libido randagia si risveglia
e si scrolla dalle sue mosche.

Testo originale · Inglese

We all come from a doll. Also inside,
puppets, puppies and Easter eggs.
How many spare parts have been thrown in?
Three pelvises, a couple of recycled heads?
The sky is dotted with vestiges of obsession:
the dematerialisation of being, the life-size
presence of the inhuman, a hair veil
over the geometry of perturbance.
Aggressive fingers pleat the pink;
a disembodied eye is a navel.
Let’s play doctor in the attic (in the Arctic),
let’s invent new desires!
Of course, we’ll later curse the course
of non-events.
How much longer will the unpossessible
possess us?
On the beach, our stray libido wakes up
and shakes off its fleas.

Informazioni sull'opera

Nazionalità
Irlanda
Lingua originale
Inglese
Traduzione
Traduzione italiana

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