Nessun segno, nessun grido, solo una luce piana
che si stende tra le sedie e il tavolo.
Il tempo non è passato, si è solo addensato
come polvere negli angoli,
come il silenzio che ora ci separa.
Eppure, in questo vuoto, c’è una cura,
un modo di stare che somiglia alla pazienza,
aspettando che la neve fuori si faccia terra
e che la voce, finalmente,
impari a non tremare.
(da "Residenze invernali", 1992)