Vidi lavande immerse in una ciotola di pianto e la visione arse in me.
Oltre la pioggia vidi serpenti malati, belli nelle loro ulcere trasparenti; frutti minacciati da spine e ombre ed erbe eccitate dalla rugiada. Vidi un usignolo agonizzante e la sua gola piena di luce.
Sto sognando l’esistenza ed è un giardino torturato. Davanti a me passano madri incanutite nella vertigine.
Il mio pensiero è anteriore all’eternità ma non c’è eternità. Ho consumato la mia gioventù davanti a una tomba vuota; mi sono estenuato in domande che ancora battono in me come un cavallo che galoppi tristemente nella memoria.
Ancora mi aggiro in me stesso sebbene sappia che cadrò nel freddo del mio stesso cuore.
Così è la vecchiaia: chiarore senza riposo.
(2001)
Napolipoesia, 2001.