C’era un piccolo ruscello, vicino alla tana,
ridotto a un rivolo, quell’arida estate
in cui sono nato. Una notte di fine agosto iniziò a piovere.
Il tuono ci svegliò. Le gocce cadevano rumorosamente
sulla terra riarsa, sulle dense foglie di quercia, sulle rocce cariche di licheni,
e la pioggia scrosciava dalla collina tumultuosa
il vento soffiava umido nella nostra tana sentivo il gocciolio
delle foglie, il fruscio di rami fradici battuti da raffiche di vento.
E poi il canto del ruscello mutò – sentii cadere una pietra
che fece gorgogliare nuove increspature in una tonalità più bassa.
Alle nuove increspature bevvi, il mattino seguente,
fresca acqua limacciosa che mi fece battere i denti.
Pensai quanto fosse fragile l’equilibrio di quella pietra e come
la tempesta creò musica, quando cambiò il mio mondo.
Voce: Carter Revard, Piano: Riccardo Morpurgo, Sax: Luca Collazzoni, Percussioni: Luca Colussi, Basso elettrico: Almir Nesic (Sarajevo, 2003).
