Ernesto Cardenal
NicaraguaSpagnolo

Ernesto
Cardenal

Detrás del monasterio, junto al camino

Biografia

Ernesto Cardenal è stata una delle figure più iconiche, mistiche e rivoluzionarie del Novecento latinoamericano, l'uomo che ha saputo fondere il Vangelo con la giustizia sociale e le stelle con la terra. Nato a Granada (Nicaragua) nel 1925 è stato un uomo dalle molteplici vite: sacerdote, poeta, scultore e politico. Dopo studi in Messico e negli Stati Uniti, la sua esistenza ebbe una svolta mistica nel 1957 quando entrò nel monastero trappista di Gethsemani, nel Kentucky, sotto la guida di Thomas Merton. Questa esperienza segnò profondamente la sua visione del mondo, portandolo a fondare nel 1966 la comunità contemplativa di Solentiname, sull'omonimo arcipelago del Lago Nicaragua. Qui, Cardenal mise in pratica la Teologia della Liberazione, insegnando ai contadini e ai pescatori a leggere il Vangelo come un messaggio di riscatto sociale e artistico.

La sua poetica è definita "Exteriorismo": una poesia fatta di elementi del mondo esterno, nomi propri, dati statistici, citazioni storiche e cronaca, ma trasfigurati da una tensione spirituale altissima. In opere monumentali come Salmi, Preghiera per Marilyn Monroe, Oracolo sui Nicaragua e il cosmico Cantico Cosmico, Cardenal canta l'universo dalla sua nascita (il Big Bang) fino alla lotta politica quotidiana. Per lui, la scienza e la fede non erano in contrasto: studiare l'astrofisica era un modo per contemplare l'opera di Dio. La sua scrittura è diretta, potente, capace di passare dal grido di denuncia contro la dittatura di Somoza alla lode infinita per la bellezza del creato.

Il suo impegno politico fu totale: sostenne la Rivoluzione Sandinista e, dopo la vittoria nel 1979, divenne Ministro della Cultura. Celebre resta l'immagine del 1983 in cui Papa Giovanni Paolo II, durante la visita in Nicaragua, lo ammonì pubblicamente in ginocchio sulla pista dell'aeroporto per il suo ruolo nel governo rivoluzionario. Nonostante le sanzioni ecclesiastiche (poi revocate da Papa Francesco poco prima della sua morte), Cardenal non rinunciò mai alla sua coerenza, criticando aspramente negli anni successivi le derive autoritarie del governo di Daniel Ortega, diventando un punto di riferimento etico per l'intera America Latina.

In Italia, Ernesto Cardenal è stato un ospite d'eccezione della Casa della Poesia di Baronissi, dove la sua figura alta, con la barba bianca e l'inseparabile basco nero, ha incarnato l'ideale del poeta-profeta. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Reina Sofía di Poesia Iberoamericana e il Premio Pace dei librai tedeschi. Scomparso a Managua nel 2020, Cardenal lascia un'eredità immensa: l'idea che la poesia sia un atto d'amore totale, capace di abbracciare le particelle subatomiche e le sofferenze degli ultimi, in un cammino incessante verso la "liberazione" dell'uomo e del cosmo.

Ernesto Cardenal è stato ospite di Casa della poesia nel 2004 nel corso dell'evento "Latinoamericapoesia".

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