Jack Micheline, nato Harvey Martin Silver nel Bronx il 6 novembre 1929 da una famiglia ebrea di origini russo-rumene, è stato uno dei poeti e pittori più autentici e meno addomesticabili della Beat Generation. Cambiò nome legalmente nel 1963, scegliendo "Jack" in omaggio a Jack London e "Micheline" come rielaborazione di un cognome di famiglia — un gesto di rottura con il mondo del padre, postino, e con l'ossessione per il denaro che vi percepiva.
Si trasferì giovanissimo nel Greenwich Village di New York, dove nel 1957 vinse al Half Note Café il "Revolt in Literature Award", con una giuria d'eccezione composta da Charles Mingus, Jean Shepherd e Nat Hentoff. L'anno seguente pubblicò la sua prima raccolta, River of Red Wine (Troubador Press, 1958), con un'introduzione di Jack Kerouac — conosciuto nello stesso palazzo in cui viveva — e una recensione firmata da Dorothy Parker su Esquire. Fu proprio in quegli anni che strinse amicizia con Langston Hughes, di cui fece propria la massima: preferire la compagnia degli uomini selvaggi a quella degli animali selvaggi.
Pur essendo intimamente legato alla Beat Generation — frequentò Kerouac, Ginsberg, Gregory Corso, Norman Mailer — Micheline non si riconobbe mai in quell'etichetta, che considerava un'invenzione pubblicitaria dei media e degli editori. La sua poesia, orale, ritmata, venata di jazz, restò sempre dalla parte degli ultimi: vagabondi, prostitute, disoccupati, piccoli criminali, gli scartati della società americana del benessere.
Nei primi anni Sessanta si trasferì a San Francisco, dove visse gran parte del resto della sua vita, diventando una figura centrale della Poetry Renaissance losangelina e sanfranciscana. Fu anche pittore autodidatta, con una tecnica primitiva a guazzo appresa a Città del Messico. Pubblicò oltre venti libri, tra raccolte, plaquette e ciclostilati, restando sempre lontano dalle grandi case editrici, per scelta prima ancora che per destino: "Buon lavoro non vende, dicono. Io sono uno spirito raro, il mio lavoro è aperto, libero, vivo."
Morì il 27 febbraio 1998, a sessantotto anni, per un attacco cardiaco a bordo di un treno della BART, la metropolitana di superficie di San Francisco — un ultimo, involontario gesto coerente con una vita vissuta sempre in movimento, ai margini, per le strade che aveva cantato.
Il legame di Micheline con Casa della poesia passa attraverso l'amicizia che lo univa a Jack Hirschman, tramite il quale Casa della poesia entrò in contatto diretto con il poeta e, dopo la sua scomparsa, con i suoi familiari, mantenendo vivo nel tempo un filo che unisce la strada di San Francisco a Baronissi.
