Poesia

Quattrocento querce*

Testo originale · Italiano

a un guardiano del bosco

 

Quattrocento querce mi corteggiano

in una danza di selva venti e liane

questa notte solo mancano ali di colibrì

per librarmi in cima agli alberi.

Quattrocento gli echi nel cuore

quattrocento o molti di più i morti

su questi monti dormono,

maturano lentamente

coperti da un sonno di abusi

accumulati in forma di foglie,

sono stati quattrocento i colpi

di machete fucile coltelli

quattromila o quattro milioni,

chi ha tenuto i conti?

E abbattevano giovani afflati

abbattevano la rugiada del mattino,

anche il verso dell’uccello alla luna

ancora ripete il grido di donne abortito.

Ma tu vent’anni fa hai lanciato semi,

hanno resistito a tutti gli assalti:

quattrocento querce mi corteggiano stanotte.

 

 

*Poesia dedicata al roble negro (Trigonobalanus excelsa), albero in pericolo d’estinzione, endemico di aree boschive della Colombia.

Da: Dall’altra parte di una cicatrice, Seri editore, Macerata, 2024.

Informazioni sull'opera

Nazionalità
Italia
Lingua originale
Italiano