Come mi conforta scrivere e come mi lacera
come mi aiutano le parole e come mi confondono
come mi sazia la poesia e come mi affama
Svegliati parola, torna in te
al rossore delle tue origini
canta la nudità impura, fuori
dalla tua bocca dalla tua voce dalla tua gola
germoglia dalla natura smarrita del silenzio
che svela il miracolo, l’arcano del tuo senso.
Svegliati parola, dall’olimpo delle tue vanità
da ogni prigione, ogni frontiera
da ogni ghetto, confine, barriera
dove ti sei fatta guerra, morte, tortura
dove torni assolvendo te stessa
mutando l’orrore in bandiera.
Svegliati, svegliati parola
da questa indistinta moltitudine
che ti sta rendendo ciecamente sola
svegliati dal lutto dei tuoi eserciti d’accademia
dalle rughe della tua vecchiaia fallita
dai vagiti della tua infanzia tradita.
Torna come un’onda, infrangiti nel mio petto
come una visione, un coito, uno scoppio di luce
come un risveglio rovente di fenice
fa’ della mia lingua una frusta di colore
fa’ d’ogni singola, dannata Ego-biografia
un anonimo atto di smisurato amore.
Da: Parola nuda, Pellicano Ed. Roma 2017.

