Quando mi chiedi della mia paura
ti racconto della morte del mercante di caffè
e della mia gonna divenuta tetto della tenda
ti racconto della gatta abbandonata nella città vuota
che ora mi miagola nella testa.
Vorrei una grande nuvola che non getti pioggia
un aereo che getti confetti
e pareti colorate
su cui disegnare una bambina con le braccia
sorridente.
Sono questi i sogni della tenda
ti amo
e ho abbastanza coraggio
da scalare un edificio inesistente
e saltarti tra le braccia
per poi confessare
di stare bene.
Ripeti ancora la domanda.