L’infinito in ogni discorso apparso
Riarso, fatto di poco e poco ancora
Un frammento che si frammenta, in interminabili frammenti
A te sembravano sempre meno, un nulla minimo
Ma inafferrabile, innumerabile, sterminato.
Io non capace di mettermi davanti…
È l’amore, quando se ne parla
stando in cappotto in cucina, il corpo ondeggia
come fosse un filo d’erba che il vento vuole prendere
Tra fogli figli e foglie, dentro alle tasche,
tra le dita, difendo il poco, le cose rimaste
l’amore, appunto, dell’incerto, tutto ciò che sa di nebbia nell’andare
le mete impoverite, la paura di tutto ciò che è grande
come l’autunno e le sue foglie
che sembra impedire a tutti di essere figli