solitaria come quattro ciliegie su un albero
di notte, luna nuova, strade bagnate
una falena o un fiocco di neve
che sfreccia oltre il vetro
solitaria come i nasi rossi di quattro clown
conficcati nella neve
il loro bagliore quattro vetri imbiancati
presi da una memoria immaginata
solitaria come nessun’altra vita
che sfiora acqua registrata
tutti gli oggetti fissano
le loro memorie consapevoli
solitaria come il dolore
che si ritrae da se stesso
immaginando le ciliegie
e le rose che si protendono