Poesia

Per Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni (Italia 1975 - Gaza 2011)

Testo originale · Italiano

Quante volte ho impastato lacrime e fiato

per metterti al mondo una volta ancora, per sempre.

Quante volte ho frugato nelle parole

o dentro i tuoi occhi così simili ai miei.

Mille volte ho cercato ragioni

e scalato con rabbia le cime degli anni

fino ai seni, fino al latte succhiato

fino al primo, quella volta, tuo pianto

a quell’ultimo che non ho consolato

fino al piccolo dito che teneva il mio dito.

 

Resta un po’ ancora mio

ti insegnerò a legarti le scarpe

il verso del lupo, a rialzarti se cadi

dimentica ciò che a Gaza hai imparato

dimentica di essere troppo cresciuto.

E ti prego, sii tenero figlio

e indulgente verso l’urlo che lancio

alla tua stanza vuota

qualche volta quando viene la sera

a quel nome profetico avuto.

Ora che altri ti toccano

e invidio le loro mani su te

il tuo amore per loro, il loro per te

mentre il mio lo sacrifico tutto

mentre il mio ti pareva di troppo.

 

Sii indulgente verso il pianto di madre, bambino

che benedice la dissennata passione alla vita, alla pace

il seme d’amore per Signora Giustizia

che dalla mia terra, per te, so che oggi fiorisce.

 

Informazioni sull'opera

Nazionalità
Italia
Lingua originale
Italiano