Non c’è più niente, ma tutto quello che conosco – il fiume
in rovina, l’erbaccia, questo cammino –
è sempre qui, e mi affaccio ai primi ossidi,
e vedo di nuovo, con devozione, da solo,
la pace di ogni cosa ormai al suo posto, i giorni
(mi dico) pieni di polvere, completamente
indecifrabili, mansueti, senza respiro.
Parlo di me pensando (come sempre) a voi,
morti di questo luogo, mentre scopro,
tra i legni, i ferri, la calce e le vesti,
la vostra età trasparente e le vostre voci,
nell’ammasso di quello che nessuno vuole
– perché odora di voi ancora…– .
Adesso lo so,
quando guardo lentamente quello che viene dopo,
che tutto ciò non è un cammino, mai
potrà esserlo (sospetto) davvero,
e tuttavia oggi spedito sorvolo,
torno alla mia sete di allora, mi presento
con il sale negli occhi e in bocca.
Ritorno a quello che non è potuto durare. Ritorno (mi dico)
per mettere in ordine tanta assenza.
Voce: Vicente Valero
Musicisti: Carmela Cardone (arpa), Ferdinando Gandolfi (fluato)
Napolipoesia, 2001