Non lo voglio più di quanto lo voglia tu.
Non lo voglio per niente.
Non voglio nulla, nulla, nulla.
Mi sento più a mio agio con il vuoto,
un vuoto mattutino.
Ma l’inchiostro non si esaurisce mai.
Le lampadine continuano a scoppiare
e c’è una luce nel pozzo
in cui batte un grande cuore.
Non lo voglio più di quanto lo voglia tu,
ma si muove nel suo stesso spazio,
balza e collide con il razionale,
l’Internazionale, sorride
dietro le finestre,
fugge attraverso le porte,
ride delle nostre sciocchezze,
pensando che non poteva accadere,
perché non può.
Non in queste ossa, non in queste ossa.
In queste ossa, sì.
