Abbiamo reso la guerra più pulita
ora lasciamo in vita i feriti e teniamo in gran conto
le spie vigliacche, le trappole e l’arroganza di certi bastardi
che crescono di nuovo
nel campo Danao di nuovi barbari.
La nostra fedeltà al dogma è nutrita di ossa e di fame
nell’estrema accettazione della morte gridiamo senza sosta nella notte:
noi già morti
fummo concepiti nella schiera dell’esercito
L’annuncio della tregua ci serve
per alcune mosse generali:
– spedire telegrammi sulla gloria e sulla morte
– dare alle sorgenti conquistate il nome del primo annegato
– bruciare i pochi manoscritti rimasti
– attendere la peste
– abbeverare le lame col veleno dei perfetti cortigiani romani
– attendere la peste.
La guerra perdura
nonostante la monotonia dell’ascesa della burocrazia
la necrologia sfocia nella letteratura orale
annoto un nostro consenso allo scambio
corpo per corpo
piazza per piazza
drappo di bandiera per drappo funebre
a prescindere dagli esiti possibili
la nostra fedeltà non vacilla