Dormi qui,
nell'odore di carta
scritta con pena
a stento comprensibile,
troppo gracile dio dal tempio
chiamato infanzia -
sacrifici interi
e quarti di peccati.
Dormi qui,
sepolto in rime
che non puoi
più udire,
santo controvoglia
ma santo per intero
fra vescovi ignavi
e angeli spietati.
Dormi qui,
in pace e sognando
apoteosi
di non so quanti Giobbe,
per prigioni e per fiamme
pazientemente transitato
verso un paradiso
di zucchero di tubero.
Dormi qui,
già due volte traslato,
lieve ti sia la zolla della parola scritta.
Un tempo gli alberi avevano occhi, Donzelli, Roma 2004.