Bob Kaufman
Foto: Ira Nowinski
Stati UnitiInglese

Bob
Kaufman

Benediction

Biografia

Bob Kaufman, il "Rimbaud nero" della Beat Generation, è l'uomo che ha trasformato il jazz in preghiera e il silenzio in una forma suprema di protesta. Nato a New Orleans nel 1925 da padre ebreo di origine tedesca e madre nera della Martinica, Bob Kaufman incarna fin dalle origini l'incrocio di culture che avrebbe definito l'America moderna. Dopo anni trascorsi in mare nella marina mercantile, si stabilì a San Francisco, diventando il cuore pulsante e tragico del quartiere di North Beach. Molti attribuiscono a lui l'invenzione del termine "Beat" (da beatitude e dal ritmo del jazz), eppure, a causa del razzismo sistemico e della sua natura profondamente anticonformista, rimase spesso ai margini della celebrità di cui godevano i suoi compagni di strada come Kerouac o Ginsberg.

La sua poetica è caratterizzata da una "improvvisazione surrealista". Kaufman a volte non scriveva le sue poesie: le declamava negli angoli delle strade, nei bar o durante i frequenti arresti della polizia. Fu sua moglie, Eileen, a trascrivere parte dei suoi versi, salvandoli dall'oblio. In opere come Solitudini affollate (Solitudes Crowded with Loneliness) e L'antropologo d'oro, il linguaggio scivola e ruggisce come un assolo di Charlie Parker. La sua è una "poesia jazz" pura, dove le parole perdono il loro significato logico per diventare puro suono, ritmo e visione. Per lui, il poeta era un veicolo dello spirito, un messaggero del "caos sacro".

La vita di Kaufman fu segnata da una scelta radicale: dopo l'assassinio di John F. Kennedy nel 1963, il poeta scelse il voto del silenzio, che mantenne per oltre dieci anni. In quel lungo periodo non pronunciò una sola parola, comunicando solo attraverso la sua presenza fisica, diventando una sorta di santo laico delle strade di San Francisco. In Italia, la sua riscoperta si deve molto al lavoro della Casa della Poesia di Baronissi, che ha contribuito a ridare dignità alla sua figura di ribelle mistico, portando la sua voce oltre i confini del mito sotterraneo.

Scomparso nel 1986, Bob Kaufman ci ha lasciato l'eredità di una poesia che è pura resistenza. La sua lezione risiede nel rifiuto di mercificare l'arte: per lui la poesia era un respiro, un'esigenza biologica, un atto di amore e rivolta che non poteva essere rinchiuso in un libro. È il poeta che ha insegnato al mondo che "il silenzio è un'arma", e che la vera libertà si trova solo quando si ha il coraggio di essere, fino in fondo, "incomprensibilmente noi stessi".

Poesie disponibili

2