170
Un uomo va nella sua vita,
trasporta con cura la bilancia
del cuore, e all’improvviso
cade. E fa male, l’anima
fa male. Le ossa
fanno meno male. Un uomo
si sdraia dove capita, una bottiglia di vino
aiuta — si corica su di un cuscino
di paglia o tra le braccia dell’aria
e si allontana nel suo corpo
stanco, e dorme, si riposa
malgrado tutto____ ma l’anima,
signori, l’anima non ci sta, continua
a far male. Un uomo
si avvolge nelle acque del sonno
e finisce nel fondo più profondo
della madre. Fa
buio___ si traferisce dentro
l’esperienza del mondo e non è più
ciò che era, non trova più
la pace
di quando c’era una notte
accogliente — non c’è più
niente. La pietra dell’aria mi cade addosso
o sono io quello che le cade
sopra riappacificato? Fa male, amici miei,
la lupa che chiamo anima
fa male —
non si arrende. Canto. O è
un pianto? Canterò
più fondo, più fondo ancora, un canto
cavo
di chi ritorna a casa
e la casa non c’è più.