È tornato. Di nuovo è seduto alla tavola.
Molto breve è il dialogo. Dunque
la storia di Itaca si riassume nelle cose quotidiane.
Nel suo sguardo ascolto tuttavia
risposte come il mondo.
Alla mia tavola siedono Circe con le sue sirene,
Nausicaa con la sua gioventù.
A lui si accompagnano come una nostalgia
che già fu colpa
le vite e i volti delle sue amate,
l’incanto implacabile di quanto rischiò
e l’allegria di una devozione
al di là di sentimenti e morale.
È tornato. Non sa bene a cosa.
Giacché più che morire lui teme invecchiare.
Sospetta della calma come se contenesse un virus.
Io sono per lui peggio di un tradimento:
io sono incomprensibile quanto lui.
Casa della poesia, 2011.


