Noi siamo corpo umano e siamo assenza,
il mondo immateriale senza trama,
a tratti solo odore, noi la grazia
della pigra movenza vegetale
e del trasalimento siderale,
siamo il cammino sul filo della lama,
avviso o preveggenza sul discrimine,
colmo bagaglio di pluralità,
materia resistente e sospensione
che difetta di peso, l’attitudine
a non essere vita ineccepibile,
l’istante solitario e il moto eterno,
cosa da farsi, questione in divenire
tra l’alito e il macigno, tra la polvere
e lo stato animale, evanescente
luogo presente, vita traboccante.
Da: Dei vertebrati, degli invertebrati, Interno Poesia, 2025.