La mia poesia è una canzone sospesa
alla corda di un cappio
e la mia penna: una nave che affonda nel fango
Non scriverò versi
poiché le parole nella mia città
sono contraffatte
La gente nella mia città
dorme in piedi
muore o vive nelle sue tane
sana o malata
attonita come la notte nella mia città
spaventosa e spaventata
Non scriverò versi
poiché le notizie nella mia città
sono vere e false
Il silenzio era sopra la mia testa un martello
e il dolore era un bozzolo
che è esploso: un fiume di lacrime e sangue
dal mio occhio insonne
e la morte era la mia destinazione
mi ha abbracciata
l’ho abbracciata
come un amante e un’amata