Ismaël Diadié  Haïdara
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Ismaël Diadié
Haïdara

Tebrae

Biografia

Ismaël Diadié Haïdara, il custode del deserto e della memoria, una figura fondamentale per la salvaguardia del patrimonio intellettuale dell'Africa e dell'intera umanità. Nato a Timbuctu nel 1957, Ismaël Diadié Haïdara è l'erede di una stirpe di sapienti che risale all'epoca d'oro dell'Impero del Mali. Filosofo, storico e poeta, è soprattutto il patriarca della famiglia Kati e il direttore della Biblioteca Fondo Kati, che custodisce una delle collezioni di manoscritti più preziose al mondo. La sua storia personale è un intreccio di geografie: discendente dei re visigoti di Spagna (attraverso l'antenato Ali b. Ziyad al-Kuti che lasciò Toledo nel 1468), Ismaël rappresenta il ponte vivente tra l'Andalusia e l'ansa del fiume Niger, incarnando un'identità meticcia e universale.

La sua poetica e il suo pensiero sono caratterizzati da un "umanesimo della tolleranza". Nelle sue opere o le sue raccolte liriche, Haïdara esplora la fragilità della bellezza e la necessità di proteggere il pensiero libero dall'oscurantismo. La sua vita è stata una battaglia pacifica contro il tempo e l'intolleranza: nel 2012, quando i gruppi jihadisti occuparono Timbuctu minacciando di distruggere i "libri profani", Ismael riuscì a portare in salvo migliaia di manoscritti, trasferendoli segretamente e trovando infine rifugio in Spagna. Per lui, un libro non è solo carta, ma un corpo vivo che contiene la prova che le culture non sono isole, ma fiumi che si alimentano a vicenda.

Oltre alla ricerca storica, Ismaël Diadié Haïdara è una voce poetica di rara intensità, capace di evocare la solitudine del Sahara e la profondità della filosofia sufi. In Italia, è ospite d'onore della Casa della Poesia di Baronissi, dove la sua saggezza antica e il suo impegno civile commuovono il pubblico, ricordando a tutti che la cultura è l'unico vero antidoto alla guerra. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per il suo lavoro di salvataggio del patrimonio culturale, venendo riconosciuto come un "eroe della memoria" che ha dedicato l'esistenza a dimostrare che l'Africa è sempre stata un centro di produzione filosofica e scientifica di prim'ordine.

Oggi, Ismael vive tra il Mali e l'Europa, continuando a studiare i suoi manoscritti e a scrivere versi che profumano di sabbia e di eternità. La sua eredità risiede nella convinzione che la storia non sia un passato morto, ma una risorsa attiva per costruire un futuro di convivenza. È il "bibliotecario del deserto", colui che ci ha insegnato che finché un uomo protegge una parola, la speranza non può essere sepolta dalle dune.

Multimedia Edizioni ha pubblicato nel 2025 la raccolta completa delle sue Tebrae (cura e traduzione di Rossella Nicolò e Giancarlo Cavallo), un libro unico e straordinario.

Poesie disponibili

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