Juan Gelman
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Juan
Gelman

Ovidio

Biografia

Juan Gelman (1930–2014) è fondamentale: definisce quella rete di "affinità elettive" e di diplomazia poetica che ha permesso a Casa della poesia di essere un centro gravitazionale mondiale anche oltre le presenze fisiche. Gelman non è stato solo un ospite mancato, ma una presenza spirituale costante, mediata dai grandi padri della poesia latinoamericana che hanno abitato Baronissi.

Nato a Buenos Aires nel 1930 e scomparso a Città del Messico nel 2014, Juan Gelman è una delle vette assolute della letteratura in lingua spagnola, una voce che ha saputo trasformare il dolore più atroce — quello della dittatura argentina e della perdita del figlio e della nuora, desaparecidos — in una poesia di altissima tenuta etica e formale. Premio Cervantes nel 2007, Gelman ha reinventato la lingua, spezzandola e ricomponendola per dire l'indicibile.

Sebbene Juan Gelman non sia mai stato fisicamente ospite di Casa della poesia, la sua figura ha aleggiato per anni tra le mura attraverso una fitta rete di contatti e una corrispondenza che ne hanno fatto un punto di riferimento imprescindibile. Questo legame è stato nutrito e reso possibile da "amici di amici", poeti che sono stati fratelli come Jorge Enrique Adoum ed Ernesto Cardenal, i quali hanno fatto da tramite, portando i saluti, i messaggi e lo spirito di Gelman nei nostri incontri.

Diverse occasioni di averlo con noi sono purtroppo sfumate nel corso degli anni, ma la sua assenza fisica non ha diminuito l'influenza della sua opera sulla nostra visione culturale. Gelman incarna l'essenza stessa della "poesia d'intervento" che Casa della poesia ha sempre promosso: una scrittura che non rinuncia alla bellezza mentre scava nelle ferite della storia. La sua capacità di unire l'impegno politico più radicale a una ricerca linguistica quasi mistica e amorosa rimane, per noi e per tutta l'America Latina, una bussola morale.

Ricordare Gelman significa onorare quel "contatto a distanza" che definisce la vera comunità poetica: un dialogo che scavalca gli oceani e le burocrazie, fondato sulla stima reciproca tra chi crede che la parola sia l'ultima trincea contro l'oblio.


"Juan non è venuto a trovarci, ma i suoi versi sono arrivati nelle tasche di Adoum e nelle parole di Cardenal. Per noi Gelman è la prova che la grande poesia è un segnale luminoso che attraversa il buio, unendo chi lotta per la dignità umana in ogni angolo del mondo."

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