Julian Beck
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Biografia

Julian Beck (New York, 1925 – 1985) è stato una delle figure più carismatiche e rivoluzionarie della cultura del Novecento. Artista totale — attore, regista, poeta, pittore e saggista — ha incarnato l'ideale di un'arte che non si limita a rappresentare la realtà, ma agisce per trasformarla. Nato in una famiglia ebraica e formatosi alla Yale University, iniziò il suo percorso come pittore astratto nella New York degli anni Quaranta, stringendo amicizia con Jackson Pollock. Tuttavia, l'incontro con Judith Malina segnò la svolta definitiva: insieme fondarono nel 1947 il Living Theatre, la compagnia che avrebbe scardinato le convenzioni teatrali mondiali abbattendo la "quarta parete" e portando il rito scenico nelle strade e tra la gente.

Sotto l'influenza del "teatro della crudeltà" di Artaud, il Living attraversò fasi cruciali: dalle prime messe in scena a Broadway con testi di rottura come The Connection (1959) e l'antimilitarista The Brig, fino alla trasformazione in comune itinerante. L'Italia divenne una seconda casa per Beck fin dal 1961, trovando una sintonia profonda con l'avanguardia di Carmelo Bene e partecipando a storiche edizioni della Biennale Teatro di Venezia. La sua presenza magnetica lasciò il segno anche nel cinema, collaborando con registi del calibro di Pier Paolo Pasolini (Edipo re), Francis Ford Coppola (Cotton Club) e un giovane Bernardo Bertolucci (Agonia).

Parallelamente alla scena, Beck ha coltivato una produzione poetica vastissima, intesa come estensione del suo impegno per una rivoluzione anarchica e non-violenta. I suoi versi sono canti di liberazione che invocano il risveglio delle coscienze contro ogni forma di coercizione. Per gli operatori culturali di Casa della poesia, Julian Beck è stato prima una leggenda da ammirare e poi un maestro con cui dialogare attraverso la cura dei suoi testi. Multimedia Edizioni (a cura di Casa della poesia) ha intrapreso un importante lavoro di traduzione e diffusione della sua opera in Italia, pubblicando testi fondamentali come Rivoluzione e controrivoluzione — manifesto del '68 arricchito dalle sue opere pittoriche — e lavorando alla traduzione completa dei suoi Canti per la rivoluzione. Preservare la voce di Beck significa oggi mantenere vivo un fuoco sacro: quello di un'arte che non accetta compromessi e che continua a gridare la necessità di un mondo fondato sull'amore e sulla libertà.

Poesie disponibili

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