Ocra di sangue la nostra terra devastata ulula
desolazione come i rantoli del nostro silenzio
quando scuotiamo le montagne
perché escano dal torpore dell’agonia
anche noi siamo tra le braccia dell’agonia
sotto la terra su cui si è disteso il caos
non dormiamo tutta la notte sogniamo
che le montagne si ergano con furia
s’impadroniscano del canto delle valanghe
ricordando di aver rovesciato il trono
di un re da bandire
Poeti rialzatevi rattoppate lo sguardo
là dove la terra si è squarciata
e il cielo è precipitato
perduto cadendo nelle viscere
della terra ammassata sulla sua progenie
terra degli uomini terra di roccia
terra pietraia di braci
la nostra terra defunta
oh voi dallo sguardo spiegazzato
stringete con il cuore
le braci pallottole ardenti
vi offro una terra di roccia
sotto la clavicola della montagna
terra campo base della poesia
prendete la mia fionda lapidatela
la faccia gonfia dell’oblio
la memoria nitrirà i nomi sirena
parole d’ordine per il raduno dei turbini