Se dovessi morire, rimandatemi
a casa, fra le mie montagne
lasciate che io sia dato alle fiamme
come i miei antenati
sulle fiamme, il cielo libero
non è mai stato un regno vuoto
l’armatura è lì per il coraggioso,
una preziosa spada trasparente
sella tracciata dagli uccelli, sale di lingua madre,
seme ritornato alla terra
pantere – e ancora di più – pietre celesti
sussurri da ascoltare
sono il vento che soffia attraverso il grano saraceno
il sole ha preso il volo, passando sulla scala del tempo
gli alveari sui fi anchi della scogliera stillano dolcezza divina
un fi ume di grano, sciami di stelle nascosti in piccoli semi
su quelle fi amme
la mia anima inizierà il suo cammino
quanto a me, solo lì
la morte sarà un nuovo inizio… le braci arderanno di nuovo
sulla strada in cui si raduna il crepuscolo eterno
la mia ombra non si fermerà nemmeno per un attimo
percorrendo la stessa strada dei miei avi
continuando lungo quella strada candida
e il mio nome, prima che il fulgore mi pervada
rivestito del colore dell’oro, emanerà raggi!
Da: Dal leopardo delle nevi a Majakovskij, Multimedia Edizioni, 2015.
