La memoria dell’acqua – non l’acqua – sosteneva
le fragili, antiche colonne d’alabastro
– o confondo i luoghi? – e un profumo di cedro
– non il cedro – mi invitava a un cortile nel quale appena
misi il piede, misi l’anima – o confondo il momento? –.
Mia perpetua esiliata, anima mia, da me:
dammi un perno di appoggio, abbi almeno un nome,
mi cinga un melograno con la sua amara corona.
Il cammino delle comete, Pistoia 2004.