Le mie nonne mi hanno tramandato canti per la cura
ma l’uomo bianco mi compra a buon mercato senza canti né parole.
Appaiono i miei figli morti e gioco con loro.
Crinale di tempo nel mio dolore — ricordando
Chi rivendicherà le rovine? e le tombe? la fanciulla del mais violata
come la terra?
Sono una bambina nella mia polvere erosa.
Ricordo le piume del colibrì
e il mais vergine che ride sulla spiga
Maize, difendimi
Prateria, ruota attorno a me
Corro sotto le armi e lo sguardo rapace
e uragani di volti bianchi mi pugnalano.
Ma come volpe e fumo io brillo tra i tordi
e illumino le vostre strade.