da qualche tempo un sole
cammina sulla collina
e si arresta,
vivida luce su
facciate gialle
di fronte al tuo studio
mentre canti in svedese —
l’aria limpida sussurra un canto
antico così antico
da sfidare l’umanità, noi
dobbiamo andare, dobbiamo
saltare, non c’è scelta
canti nella tua lingua
madre, il sole
gocciola tra il teso sartiame
dell’alba e si allinea con le nostre
scaltre ferite, ti immagino,
dall’altra parte della città,
un altro sole o una parte
di questo alla tua finestra
a guardare fuori sulla Baia
hai già fatto il caffè,
stai fumando una sigaretta,
gli usignoli sono
da qualche altra parte, tutte le tempeste sono
oltremare, siamo sempre
sul Passaggio, giorno dopo giorno.