Nikifòros Vrettàkos
GreciaGreco

Nikifòros
Vrettàkos

Αν δε μούδινες την ποίηση, Κύριε

Biografia

Nikiforos Vrettakos (1912–1991) è uno dei poeti più amati della Grecia moderna, la cui voce ha saputo trasformare il dolore della storia in una luminosità etica e fraterna.

Nato a Krokees, vicino a Sparta, nel 1912, Vrettakos è cresciuto tra i paesaggi austeri del monte Taigeto, che rimarrà per sempre il baricentro spirituale della sua opera. La sua biografia è lo specchio del "secolo breve" greco: partecipò alla guerra italo-greca sul fronte albanese e fu una figura di spicco della Resistenza contro l'occupazione nazista. Dopo la guerra, a causa delle sue idee di libertà e giustizia sociale, subì l'emarginazione politica e, durante la dittatura dei Colonnelli (1967-1974), fu costretto all'esilio in Svizzera e in Italia (Palermo). Membro dell'Accademia di Atene e più volte candidato al Premio Nobel, Vrettakos è stato l'uomo che ha saputo restare umile nonostante la gloria, vivendo la poesia come una forma di "servizio" verso l'umanità sofferente.

Una "mistica della luce e della solidarietà umana" è al centro della sua ricerca espressiva. Sebbene abbia attraversato gli orrori della guerra e la povertà, la poesia di Vrettakos non ha mai ceduto al nichilismo. La sua lingua è limpida, quasi evangelica nella sua semplicità, intrisa di una profonda comunione con la natura e con il prossimo. Per lui, il mondo è un "laboratorio di luce" dove anche il dolore ha lo scopo di temprare l'amore. In Italia, il suo legame con la Casa della Poesia di Baronissi è parte integrante della sua eredità mediterranea; Multimedia Edizioni ha pubblicato nel 2022 la fondamentale antologia Amo ergo sum, un titolo che riassume perfettamente la sua capacità di estrarre la bellezza dalle ferite della terra e della storia.

Nikiforos Vrettakos è ricordato come il "poeta della pace e del Taigeto". La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che la vera rivoluzione non nasce dall'odio, ma da una "chiarezza interiore" capace di abbracciare l'universo intero. La sua voce continua a sussurrare che, nonostante le tenebre, il destino dell'uomo è quello di diventare "un sole tra i soli", ricordandoci che la poesia è l'unico linguaggio capace di ricostruire le città distrutte dagli uomini. La sua figura resta quella di un patriarca dolce che, con lo sguardo rivolto alle cime della sua Laconia, continua a indicare all'Europa la via di un nuovo, necessario umanesimo.

Il suo ininterrotto discorso lirico è raccolto in 3 volumi di poesie (pubblicati nel 1972).

Poesie disponibili

1