Se non mi avessi dato la poesia, Signore,
non avrei nulla per vivere.
Questi campi non sarebbero miei.
Mentre ora ho avuto la fortuna di possedere meli,
di fare spuntare rami dalle mie pietre,
riempire di sole il cavo delle mie mani
di gente il mio deserto,
di usignoli i miei giardini.
Allora, come ti sembra? Hai visto
le mie messi, Signore? Hai visto le mie viti?
Hai visto come cade bene la luce
sulle mie valli serene?
Ed ho ancora tempo!
Non ho dissodato tutto il mio territorio, Signore.
Il mio dolore mi scava a fondo e il mio lotto aumenta.
Prodigo il mio riso come pane che si spartisce.
Tuttavia,
non spendo a torto il tuo sole.
Non getto neanche una briciola di ciò che mi dai.
Perché penso alla solitudine e agli acquazzoni dell’inverno.
Perché verrà la mia sera. Perché giunge fra poco
la mia sera, Signore, e prima di andarmene
devo avere fatto della mia capanna una chiesa
per i pastori dell’amore.
