Nohad Salameh
LibanoFrancese

Nohad
Salameh

Le gardénia de ton Levant...

Biografia

Nohad Salameh è una delle voci più luminose e mistiche della poesia francofona contemporanea, capace di far dialogare l'anima ancestrale del Libano con il rigore formale della letteratura francese.

Nata a Baabda, in Libano, Nohad Salameh è cresciuta in un crocevia di culture e lingue. Costretta a lasciare la sua terra negli anni '70 a causa della devastante guerra civile, si è stabilita a Parigi, che è diventata la sua seconda patria e il centro della sua attività intellettuale. Giornalista culturale di spicco (storica la sua collaborazione con L'Orient-Le Jour) e critica letteraria, ha dedicato la sua vita a costruire ponti tra l'Oriente e l'Occidente. La sua esistenza è un esercizio di equilibrio tra la memoria delle colline libanesi e la modernità della Senna, un'identità plurale che trova nella lingua francese lo strumento perfetto per esprimere l'ineffabile.

La sua poetica è definita da un "lirismo metafisico ed erotico". Salameh scrive una poesia che è al contempo spirituale e profondamente legata alla carne: il corpo femminile e la terra martoriata si fondono in un'unica geografia di desiderio, rito e perdita. Influenzata dal surrealismo francese e dalla grande mistica sufica, la sua scrittura cerca di catturare l'Assoluto attraverso immagini folgoranti e una musicalità impeccabile che non cede mai al sentimentalismo. Tra le sue opere più significative si distinguono La Corbeille de l'Initié (1984), l'ardente L'Embrasée (1986) e la raccolta D’autres annonciations (2012), che le è valsa il prestigioso Prix Louise-Labé.

Nohad Salameh è oggi considerata una testimone essenziale della diaspora libanese. La sua eredità risiede nella convinzione che la poesia sia "l'ultima patria dell'esule", l'unico territorio sacro dove le ferite della storia possono essere trasformate in luce e dove l'amore rimane l'unica forza capace di sfidare il tempo e il silenzio. La sua voce continua a ricordarci che, anche nel cuore della notte più buia, la parola poetica è un'annunciazione di vita.

Rossella Nicolò e Giancarlo Cavallo hanno curato nel 2024 il suo primo libro italiano Il tempo muore delle sue ferite, Gattomerlino Editore.

In Italia, nel 2026 è stata ospite di Casa della Poesia, che ne promuove la voce come simbolo di una resilienza che passa attraverso la bellezza della parola.

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