Parole per allontanare i vascelli della morte
parole per tenere a bada i Signori
della guerra
parole e mani povere mani
per tenere insieme i lembi di questo paese
bramato tutto intero dai Conquistatori
Mani di contadini che curano tanti tesori viventi
campi e frutteti
mani di donne che rattoppano la biancheria degli uomini
ed il paese
mani di poeti che edificano cattedrali di parole
che si alzano fino al cielo
Mani e parole
per abbattere il drago
e che importa se ciò durerà cent’anni e più
pazientemente con le nostre mani e le nostre parole
scaveremo la montagna*
finché l'acqua scorrerà nelle fontane
fino a riunire i resti di questo paese
dispersi ai quattro venti
*Riferimento alla piece di Nazim Kimet, “Ferhad e Sirin”.