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Le ore vanno veloci
dietro la vostra assenza
dietro i muri ed il silenzio
penitenziale
che sono in me come un rosario di
incubi
violazione degli obblighi familiari dicono
organizzazione fraudolenta di insolvibilità
dicono
e che so altro
deriso e umiliato
ho immerso la testa nel caos organizzato
Ma dove sono dunque i miei figli
che errano da apartheid in apartheid
oscurati dalla vacca e dal cane
dispersi in ordine ed in silenzio
privati d’identità e di ogni referenza
anestetizzati hanno loro apposto il sigillo della giustizia
io sono qui, io sono qui
in cella come in una galera eterna un purgatorio terrestre
consegnato alla notte ed alla solitudine
anche se so che siete là
vicino a me ad ogni istante di dubbio
un canto unico sorge dal fondo del mio cuore e vi fissa nei miei pensieri
come se non esistesse altro canto che questo grande grido di solitudine spinta in queste giornate
fatidiche che mi circondano come una corona di spine delle mie stagioni perdute
Napolipoesia 2001.