Paul Dakeyo
CamerunFrancese

Paul
Dakeyo

Mon cri surgira de la nuit

Biografia

Paul Dakeyo, una delle voci più incisive e militanti della poesia africana di espressione francese, il "poeta dell'esilio e della speranza" che ha dato ritmo e dignità alla lotta contro l'oppressione:

Nato nel 1948 a Bafoussam, in Camerun, Paul Dakeyo è cresciuto in un clima di forte tensione politica durante gli anni della transizione verso l'indipendenza. Costretto a lasciare il suo Paese molto giovane per motivi politici, si è stabilito a Parigi, che è diventata la sua base operativa per decenni. Laureato in sociologia, ha trasformato la sua condizione di esule in una missione culturale totale: non si è accontentato di scrivere, ma ha fondato nel 1980 la casa editrice Silex, diventando uno dei principali editori della letteratura africana e caraibica in Europa, dando voce a centinaia di autori che altrimenti sarebbero rimasti nell'ombra.

La sua poetica è caratterizzata da un "lirismo di combattimento". Dakeyo è il poeta delle "mani sporche" e dei cuori aperti; la sua scrittura è un grido contro l'apartheid (a cui ha dedicato opere fondamentali), contro le dittature africane e contro ogni forma di neocolonialismo. In raccolte come Les mains pleines de soleil (Le mani piene di sole), Soweto! Soleils fusillés e La femme où j'ai mal, il suo verso è teso, ritmico, quasi percussivo, influenzato dai tamburi della sua terra e dalla passione civile. Per lui, la poesia non è un esercizio di stile, ma un'arma di liberazione: il poeta ha il dovere di essere il "portavoce dei senza voce".

Oltre alla sua attività di autore e editore, Paul Dakeyo è stato un ponte fondamentale tra l'Africa e il resto del mondo. In Italia, la sua figura è legata alla Casa della Poesia di Baronissi, dove ha partecipato a vari incontri, portando la testimonianza di un'Africa che rivendica il proprio posto nella modernità attraverso la bellezza e il rigore intellettuale. La sua capacità di unire la tenerezza verso la "Madre Africa" alla ferocia della critica politica lo rende un erede diretto della Négritude, ma con una sensibilità più urbana e contemporanea.

Oggi, Paul Dakeyo continua a essere un punto di riferimento per le nuove generazioni di scrittori africani. La sua eredità risiede nella lezione che l'esilio non deve essere una ferita che paralizza, ma una prospettiva da cui guardare il mondo per trasformarlo. È il poeta che ci ha insegnato che "il sole non può essere fucilato", lasciandoci versi che sono al tempo stesso una denuncia del male e un inno alla resilienza dello spirito umano.

Per Casa della poesia ha partecipazione all'edizione del 1998 di Verba Volant (Salerno) e nel 2001 a Napolipoesia.

Poesie disponibili

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