amore mio
sei arrivata nel momento in cui io abbattevo l’ultimo idolo
la savana della disperazione era in questo sguardo
in cui la mia immagine abita per sempre mutilata
l’angelo del dolore è bello come il pericolo
tu sei il miracolo dell’acqua nel deserto della sete
e il tuo ventre il diadema di un impero ritrovato
ho vissuto nella sola speranza degli uomini
che scuotono l’oggi perché nasca il domani
un giorno io prenderò la testa dei miei
per forgiare la fortuna alle armi della miseria
i tarli dell’angoscia rodono le notti d’attesa
mani nere spiegano lo stendardo dell’alba
la terra sarà infine di chi l’avrà vangata
un bambino è diventato il centro della vita
voglio comparire davanti al suo tribunale
e che egli dica
tu fosti un uomo
Salerno, 1994.

