Quando un grande rosso concetto,
con le vesti degli insorti del popolo
scorre senza canto tra la folla della città
e va, rapido e nascosto,
verso i villaggi lontani o vicini e torna
e si siede nelle fumose taverne
con Golmorad, Mohsen e Boqrat
e corre nel cortile della scuola con Khosrow e Behrooz
coinvolge i passanti per strada con un “Ciao”
e sull’autobus parla delle costose fatiche quotidiane
e si siede accanto agli impiegati con un cuore afflitto
e porta il lutto sulla tomba del rango e della legge
e nel sud della città batte contro i muri della povertà
e accanto al lavoro e alla fatica
intona il poema insanguinato della liberazione
quanto misera appare la prigione
questa fortezza marcita
questa astuzia
questa catena e
questo ceppo