Il destino mi rotola. Certe volte come un uovo. Altre volte
mi ruzzola per il pendio a suon di zampate. Urlo. Mi dibatto.
Impegno tutti i miei umori. Devo smetterla a ogni costo.
Il destino potrebbe smorzarmi, ne ho già avuto sentore. Se
il destino cessa di alitarci sull’anima, in un istante raggeliamo.
Ho vissuto giorni nell’orrendo terrore che il sole non sarebbe
più sorto. Che quello sarebbe stato il mio ultimo giorno.
Sentivo inesorabile la luce scivolarmi tra le dita, e se
nelle tasche non avessi avuto quarters a volontà, e se la voce
di Metka non fosse stata abbastanza dolce e gentile e concreta
e vera, l’anima sarebbe sfuggita dal corpo, come prima o
poi mi accadrà. Con la morte bisogna essere gentili. Tutto
sta insieme in un umido groppo. La nostra dimora, è da dove
veniamo. Siam vivi solo un istante. Finché la lacca s’asciuga.

