Lo so. Ora andrai in guerra e calpesterai i fiori.
Mangerai le mele dure. Conterai i passi.
Ti ricorderai di tutta l’acqua che
scorre sotto il muschio. Sento una sirena. Un arco rosa
si disegna sulla montagna, mentre tornano le nostalgie,
le tue mani forti che stringevano la sua pelle liscia
sotto la camicia. I contadini faranno il vino calpestando
l’uva coi piedi, canteranno e festeggeranno.
Tu sei disteso con la testa sullo zaino e guardi
le tue gambe forti. L’acqua disegna i contorni. Sei disteso
sotto un melo, fra metri e metri di legna
tagliata, stivata per l’inverno. Dov’è il tuo coniglietto?
Cos’hai nello zaino? Perché mastichi i fili d’erba?
E perché sei triste? Il buio è già sceso nella tua
valle e adesso sbuffa l’ultimo treno per Bohinj.
Il tuo vicino friulano ti carica sul trattore
E ti porta sulle montagne. In cima potete riposarvi
E osservare il colore del cielo: il nero con il blu
che si sta spegnendo. Cambia ancora la pelle il tuo serpente
quando un fascio di luce ti illumina? Guardi ancora nel fitto del bosco?
Voce: Tomaž Šalamun
Chitarra: Paolo Porfiri
Incontri internazionali di poesia “Il cammino delle comete”, Pistoia, 2002.

