In occasione del ritorno della peste
Scrivo questa poesia. Domani è sul giornale,
Sennò ci sarò io. Come annuncio funebre.
Quindi c’è dietro una certa pressione.
Le vittime non le conto, ma c’è un bilancio. Troppo
Spesso in questo periodo cruciale si truccano le cifre.
Più morti non portano lacrime più facili.
La peste non risparmia nessuno e io approvo.
Per i poveri è un po’ peggio, per i ricchi meno.
A me sta bene. Qualcuno dopo deve
Valutare il disastro. Io. La peste entra
Per gli spiragli e i buchi e anche con
Microsoft. Grattano alla mia porta. È
La peste. La scadenza mi sbatte in faccia la realtà.