Amo le cose fradice, fatiscenti,
i fiori appassiti,
il crepuscolo che sa di sangue
e il cupo squittio della civetta.
I silenziosi passi sornioni
e gli ansanti gemiti nella notte
di un uomo che nulla più si aspetta,
che tossiscenseccamente nella notte.
Amo tutto ciò che è malato e marcio,
il buio e l'inquietante paura,
l'oscura forza dell'assassinio
e il gelido fiato del terrore.
Tutto ciò che è come la mia anima,
ciò che non sa più gioire,
e se ne sta là in un canto ad ascoltare
quando questo istante finirà.
Lettura e musica, Janez Škof