Se avessi il tempo di amarti
prenderei questo pomeriggio di maggio
la sua pioggia di fiori
l’acqua rimbalzata sul balcone
il mio orecchio sordo
correrei in mezzo agli uccelli nell’ombra bianca
e mi unirei a te finché due scritture starebbero fianco a fianco in questa poesia
ma ci sarebbe ancora il bambino nella sua matrice di foglie
ad ascoltarlo ad estrarlo dal sogno e di queste foreste dove i sentieri tornano su se stessi
insieme preferiremmo gli aghi di pino e il mare in mezzo
ma passiamo queste ore separate con una pigrizia simile a due immagini