Come discesa per il fiore sgradevole
Tutti i bagagli
Più leggeri dell’eternità delle vittime
Si disperdono nel mare degli astri di lana verde
Le frontiere, la tromba arcaica, il fiume circolare
I veloci giocattoli della felicità, soprattutto
L’unità dell’errore
Tutti meno fragili dell’eternità delle vittime
Non è giunta alla retina la moltitudine che anima l’amore
Né il sole sotto l’oro mistico distante alla passione di volare
La circolazione dell’acido nella fiorita eredità
Il ponte di fango, le briglia dell’orizzonte
Che incombono sull’enorme marea al crocevia senza tempo
Il leviatano dalle lontane ore
Che divora il vetro della calligrafia, i suoi profumi benedetti
Tutto più spesso dell’eternità delle vittime
Forse i loro, forse le lettere in questo vaso di fiori
Trasportano il sogno della nave perduta
Fino al porto tutto carcassa nel suo inizio marino
Abbracciati nella rotta dei riti
Eternità dell’immobilità barricata
Nel cielo delirante in cui dorme
Piange, avanza, ama, si esilia l’esiliato dalla verità
E si protegge il freddo degli scoiattoli che si nascondono
Come barche di carta di fronte alla tempesta dei legni
Nulla di così evidente come l’eternità delle vittime
Trasparente come la minacciosa bellezza del fiore