Ad Antonio Carvajal
Quando il caldo del fuoco si inimica,
eppure avvampa il palmo della mano
il dolore del sasso e del germano;
se la bellezza ha vesti di mendica
e la disillusione mi castiga
con ritmo regolare e quotidiano;
quando con ogni aurora infilo invano
nel giorno il secco ardore dell’ortica
che morde in mezzo ai fiori; e sto sentendo
che non ci saranno luce né rovescio
nelle carte del tempo, né potendo
farsi più canto il camminar disperso
dei passi miei…, ormai, più non credendo,
solo c’è calma e musica nel verso.
Da: Il corpo del veleno, Multimedia Edizioni, 2025.
