Ken Smith
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Ken
Smith

In praise of vodka

Biografia

Ken Smith (Rudston, 1938 – Londra, 2003) è stato una delle voci più potenti e universali della poesia britannica contemporanea.

Figlio di un fattore dell'East Yorkshire, la sua vita è stata contrassegnata da un'inquietudine feconda che lo ha portato a svolgere i mestieri più disparati — dal bracciante agricolo al barman, dallo speaker per la BBC al docente in prestigiose università come Leeds e Clark. La sua scrittura, definita dal Tribune come quella del più importante poeta contemporaneo destinato a restare nel tempo, ha saputo superare ogni insularità per farsi testimonianza umana globale.

Dopo l'esordio con The Pity (1967), ha pubblicato raccolte fondamentali come Terra (1986), Wild Root (1998) e il monumentale volume Shed (2002), che raccoglie vent'anni di attività poetica. Un'esperienza centrale della sua biografia è stata la nomina a scrittore residente presso il carcere di Wormwood Scrubs (1985-1987), da cui è nata la raccolta Wormwood, un’indagine cruda e compassionevole sulla condizione umana.

Insignito di prestigiosi riconoscimenti come il Premio Lannan (1997) e il Premio Cholmondeley (1998), Smith è stato tra i primi grandi autori internazionali ad aderire con entusiasmo ai progetti di Casa della poesia.

Legatissimo ai poeti del circuito e alla figura di Izet Sarajlić, ha partecipato a eventi storici come "Napolipoesia" (1999), "Verba Volant" (2000) e agli incontri internazionali di Sarajevo e Sidaja (2002). In Italia, dopo le prime apparizioni in antologie Einaudi, la sua opera è stata profondamente valorizzata da Multimedia Edizioni, che ha pubblicato la raccolta La sedia bianca (2025). La sua poesia è sfuggita ai confini della insularità per diventare universale. Egli ha scritto alle persone piuttosto che per loro e a questo deve gran parte del suo successo. mosso dalla convinzione che la parola debba sempre abitare le frontiere dell'esistenza.

Poesie disponibili

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