Presi i libri in mano e dissi basta.
Amorosa placidità delle mie ore profonde
ma basta.
Dissi basta alla storia
della storia bucherellata di vuoti.
Oh, noiosa intemperanza!
Li presi con l’intagliata lancia
che mi ha sempre ferito.
Con il filo appuntito li presi.
Perché questo è il mio segno di mano insanguinata.
Presi i libri sovversivi.
Indecorosi per la pace.
Virulenti di ambizioni.
I libri senza stelle.
Senza enigmi vestiti
come monaci allineati nei loro abiti mortali.
Li presi in un sorso di veleno
e dissi basta
tappandomi il naso con le dita.
Tutto così infetto.
Così contaminato.
Basta dissi.
E seppi
vidi
nelle dune segrete della mia anima
un altro libro che si scrive
un’altra cosa noiosamente dura
che si sposta
e alza la polvere millenaria con le zampe.
Affiora lo scorpione dorato che sono
e lancia scintille di rame
in un cosmo di sabbia senza frontiere.
E si dondola gira e alza il suo elegante aculeo
dalla lustra nervatura.
Si sveglia.
Si prepara alla morte.
Così giro i libri fra le man