Chi aveva i soldi, scappò, vabbeh. La guerra
la combattano i pezzenti. Lo capisco al cento per cento. Anche io mi
sarei salvato da questo Jevosara, se solo non fossi stato a piedi nudi. Del resto
che altro rimane al pezzente se non cercare di diventare eroe. Quando hai la grana
Sarajevo risulta naturalmente un pregiudizio banale.
Quelli che hanno il portafogli gonfio,
quelli sono sempre in un altro paese. Ma che paese?
In un altro pianeta. Che gira intorno in modo diverso
dal nostro. E per loro non vale
questa nostra gravitazione. Il nababbo è abitante del cosmo.
Per lui è importante solo quello che capita a lui.
Se il suo intestino si sposta a sinistra è come quando
al sole nascono le macchie. Ed ha ragione assolutamente.
Perché quello che capita al pezzente non è una vita vera.
A dire il vero, i poveri non sono stati vivi mai.
A loro la vita poteva solo capitare. I pezzenti esistono
per poter fare sapere che la vita
non è per nulla convincente. Quelli però che si godono la vita
con la bottiglia infilata nel secchiello d'argento pieno di giaccio,
non sono tanto matti da volersi immischiare nella guerra -
che è il mestiere dei pezzanti. Loro che da tutto possono succhiare
almeno una goccia di piacere, loro sono
giustamente sordi alle favole di sacrificio. Si sacrifichi quello
a cui la vita vale solamente per perderla.
E quello che ha di che vivere, quello avrà certamente
qualcosa per difendersi dalla vita. Dalle sue porcherie.
La vita vera è esclusivamente quello che capita ai ricchi.
E loro se ne fregano della vita parziale
che capita a noi, uomini parziali.
Voce: Marko Vesovic
Piano: Renato Costarella & Maurizio Galdieri
Pianeta Sarajevo, Baronissi, 2005